Traiettorie di gioventù

L’obiettivo di Miranofotografia si concentra su differenti percorsi di vita di bambini e giovani in alcuni luoghi specifici dell’America Latina e dell’Africa.
Il fenomeno delle gang giovanili e la precaria speranza dei bambini lavoratori si muovono sullo sfondo fatto di povertà, obblighi scolastici non rispettati, violenza estrema, guerre, corruzione politica e generale mancanza di istituzioni che tutelino i diritti dei giovani.

Nel caso dell’Honduras di Federico Vespignani, la gang diventa la principale istituzione di Rivera Hernandez, all’interno della quale i ragazzi si muovono, uccidono, vengono uccisi e diventano consapevoli del limite delle loro opportunità.

La valorizzazione critica del lavoro dei bambini della Colombia e della Sierra Leone ritratti da Paolo Degiampietro, invece, affronta il tema controverso del lavoro minorile come opportunità e strumento pedagogico in grado di sviluppare capacità organizzative, comunicative e cognitive.

Le intense esperienze dei due fotografici ci portano all’interno di queste realtà con fotografie potenti ed evocative, rese ancora più efficaci grazie al loro coinvolgimento diretto e partecipato nei luoghi e con le persone.

Paolo Degiampietro

Con le mie mani

Paolo Degiampietro
Paolo Degiampietro

Luoghi dimenticati, non abbastanza di “moda” per i media occidentali; realtà urbane dove le precarie situazioni di vita il più delle volte non permettono un normale e naturale sviluppo dell’infanzia e dove spesso i diritti fondamentali sono negati.
I ragazzi sono costretti a lavorare forzatamente e sono sfruttati, subendo abusi e maltrattamenti.
L’idea rivoluzionaria è dare la possibilità  di studiare e lavorare degnamente allo stesso tempo: dove il lavoro è inteso come opportunità di crescita al pari dello studio e del gioco.
I Movimenti dei bambini e adolescenti lavoratori (NATs in sudamerica, EJT e AMWCY in Africa francofona e anglofona) propongono il diritto ad un lavoro in condizioni dignitose dove si possa sviluppare la propria dimensione produttiva, sociale, culturale e politica, perché il lavoro è un segno fondamentale nell’identità della propria comunità.

Paolo Degiampietro. Fotografo e docente di fotografia. Diplomato all’Istituto superiore di Fotografia e Arti visive di Padova, Master in Nuovi giornalismi photo editing alla Luiss Università Guido Carli di Roma. Affronta tematiche sociali quali infanzia in difficoltà, condizione femminile, immigrazione, malaria, hiv, disagio mentale, cecità, minoranze etniche. La passione per la documentazione antropologica lo porta prima in Asia (Nepal, Tibet, India) e poi in Africa (Namibia, Mali Etiopia). Nel 2003-04 documenta i Rom stanziali in provincia di Treviso. Nel 2004, in Romania per un lavoro sull’infanzia abbandonata. Nel 2005 è impegnato con un progetto fotografico sul lavoro minorile in America Latina (Bogotà –Colombia). Nel 2008 si reca in Israele e Palestina. Nel 2006-07-10 è in Sierra Leone. Nel 2015-17 è in Paraguay per un progetto di un laboratorio fotografico itinerante “Obiettivo Creativo” con i bambini di strada di Ciudad del Este. Dal 2011 tiene workshop, seminari e laboratori fotografici. Tutt’ora impegnato nello sviluppo di un progetto di ricerca sulla situazione dell’ infanzia in difficoltà. Realizza più di 20 mostre collettive e individuali, i suoi lavori hanno ricevuto riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale. Ha pubblicato un libro “Trabajo” ed è co-autore di numerose altre pubblicazioni.

www.paolodegiampietro.it

Federico Vespignani

Por aquì todo bién

Federico Vespignani - Por aquì todo bièn
Federico Vespignani

Credo di avere visto morire almeno venti miei amici in questo posto. Alcuni sono stati uccisi perché appartenevano alla gang altri erano semplicemente innocenti. Siamo andati alle loro veglie cantando “Vaya con Dios” (Vai Con Dio), è una bella canzone“- Moises Cubas, 20 anni –

In Honduras I giovani che vivono in luoghi come Rivera Hernandez, un agglomerato labirintico alla periferia di San Pedro Sula, si confrontano con un senso di fragile esistenza fisica. Le gang rappresentano la principale istituzione. Definiscono i quartieri secondo numeri o lettere disegnando linee immaginarie che diventano confini tra le comunità.Tra il 2018 e il 2019 ho seguito un gruppo di amici, alcuni dei quali sono membri del ramo onduregno della gang Barrio 18.Mentre questi ragazzi combattono con la casualità della violenza intorno a loro, diventano consapevoli del limite delle loro opportunità. Si confrontano con l’omicidio dei loro coetanei e l’incapacità di avere un futuro in Honduras.Il paesaggio raccoglie le loro paure e speranze nel futuro che rimangono inespresse. Il continuo vagare tra i confini del quartiere li porta a misurarsi con il dolore e a cercare sensazioni inaspettate.
Por Aquí Todo Bien ( tradotto: Qui Va Tutto Bene) esamina il ruolo della paura e il sentimento di perdita di un gruppo di giovani mentre giocano con il fuoco, si immergono in acque scure e alla fine riescono a guardare la luna.

Federico Vespignani è un fotografo italiano nato e cresciuto a Venezia.
Ha studiato arti visive allo IED di Roma, dopo il diploma inizia a lavorare come fotografo freelance in ambito editoriale e corporate.
Negli ultimi anni il suo lavoro si è sviluppato in progetti a lungo termine in Centro America, concentrandosi sulla relazione e sugli effetti della violenza nell’individuo.
I suoi lavori sono stati pubblicati sul New York Times-Lens, PDN, GEO Magazin, Bloomberg News, Courrier International, Burn Magazine, Monocle, Neue Zürcher Zeitung, InsideOver.

https://www.federicovespignani.com/

Conferenza/incontro con gli autori

Sabato 16 Novembre 2019 alle 15:00

Gli autori presenteranno al pubblico i loro lavori ed i loro progetti il Sabato 16 Novembre 2019 nella sala di Villa Giustian Morosini, in un incontro aperto al pubblico e gratuito che sarà una eccezionale occasione di poter interagire con gli autori di due progetti così interessanti e che hanno coinvolto in prima persona i due fotografi