Alessio Boscolo

Alessio Boscolo Speranza MiranoFotografia

Un reportage alla scoperta del lavoro quotidiano di chi cerca, ogni giorno, di salvare le vite dei bambini affetti da patologie oncologiche. Di chi non vuol scordare che dietro alle mille provette, macchinari, strumenti, ci sono vite, affetti e speranze. Un luogo, dove persone normali fanno cose eccezionali.

Nasce a Venezia il 4 Aprile 1970, professione vigile del fuoco responsabile del servizio foto video documentazione e comunicazione dei VVF per la provincia di Venezia. Fotografa prima per passione, poi per lavoro.
Già all’età di dieci anni inizia a catturare la realtà, scattando foto con la macchina del padre. Con il digitale si avvicina alla fotografia in modo più ampio, realizzando anche proiezioni multimediali.
Il legame con la sua passione si rafforza, quando entra a far parte del Circolo Fotografico “L’Obiettivo” di Dolo, del quale attualmente riveste il ruolo di consigliere.
Comincia così ad approfondire, ricercare e sperimentare stili diversi, con maggiore predilezione per il reportage.
Le sue fotografie sono il punto di vista di un osservatore attento, sensibile e costantemente insoddisfatto dei risultati, sempre alla ricerca di un qualcosa in più.
Osservando la realtà attraverso l’obiettivo, cerca di catturare e interpretare frammenti e spaccati di ciò che ci circonda “Ri-Cercare e vedere da un punto di osservazione differente, trasmettere emozioni con un’immagine, accendere lo stimolo che genera una riflessione… è questo che cerco nella fotografia, a qualsiasi genere essa appartenga”, in sintesi ciò che lui ritiene esserne l’essenza: “vedere quello che gli altri non vedono”.
Numerose le segnalazioni in vari concorsi fotografici nazionali ed internazionali, nel 2011 vince la Maratona Fotografica di Padova con il tema “Di che colore sei?”.
Nel 2014 viene selezionato tra oltre mille fotografi internazionali ed espone un portfolio alla manifestazione “Padova fotofestival” dal titolo “Feel the Land” esponendo al “Sottoportego della stua”.
Numerose le mostre, anche internazionali alle quali ha partecipato, grazie anche ai legami che il circolo cura con Polonia e Francia.
Nel 2016 realizza un reportage sullo smantellamento della “Jungle”, un campo profughi a Calais (Francia del Nord), lavoro che gli permetterà di ricevere svariati premi e riconoscimenti in manifestazioni nazionali ed internazionali.

Franco Bovo

Franco Bovo MiranoFografia

La mia fotografia nasce da una spontanea passione per l’immagine.
Suggestioni compositive sono lo spunto per scorci urbani, scene di strada, paesaggi.
La tensione per la visione espressiva prevale su ogni altra esigenza, sia essa estetica, descrittiva, di denuncia o altro.
In bilico tra il “vedere” ed il “non vedere”, mi interessa il distacco o, all’opposto, l’assorbimento tra i soggetti e l’ambiente, siano essi architetture, animali o uomini. Un’interazione sospesa che fa muovere uno spazio fermo o congela un istante dinamico.
Soggetti urbani incantati, straniti, per quella breve frazione di tempo e di luce che sembra separare una scena ormai passata da quella futura. Il momento è alienato, ma il vuoto apparente vibra di pensieri, aspettative, malinconie.
Le immagini diventano così il punto di partenza per visioni che si propongono di dare significato a soggetti in precario equilibrio tra la realtà e la sua rappresentazione. Non c’è differenza tra esseri viventi e cose, ma solo spazi momentaneamente riempiti, e poi sfumati.

Nato a Treviso nel 1955, inizia a fotografare giovanissimo con una vecchia Leica ereditata dal padre. Dopo varie esperienze nel mondo amatoriale, negli anni ’80 ottiene buoni successi in concorsi nazionali ed internazionali.
Si specializza nei metodi di stampa in bianco e nero e a colori.
All’inizio degli anni ’90, limita il suo impegno nella fotografia per dedicarsi all’altra sua grande passione: la vela agonistica.
Dal 2005 torna ad occuparsi, via via con maggior dedizione e convinzione, alla fotografia ed alle tecniche di ripresa e stampa digitale.
Nel 2012 è tra i fondatori del blog “pensierifotografici”.
Ha esposto in diverse mostre personali e collettive e sue immagini sono presenti in gallerie d’arte in Italia e all’estero.
Cura personalmente la stampa con metodologie fine art.
Predilige i paesaggi urbani, la fotografia di strada, il paesaggio naturale.
Laureato in economia, management e statistica, da sempre vive ed opera a Mestre.

Mariateresa Crisigiovanni

Mariateresa Crisigiovanni - MiranoFotografia 2018

“Una sorta di presagio e al tempo stesso un anelito di speranza percorre l’insieme delle immagini descrivendo un mondo senza la presenza umana; la solitudine di chi fotografa si trasmette allo spettatore innescando un processo di riflessione sull’attuale percorso dell’umanità”

Fotografa dal 1989. Si e’ formata alla scuola di Mariapia Miani. Seguendo stage con le piu’ significative fotografe italiane tra cui Giuliana Traverso , Letizia Battaglia, Marialba Russo, Paola Agosti , Riccarda Pagnozzato . A loro deve l’orientamento verso i condizionamenti visivi e simbolici operanti nell’immaginario personale . E’ un percorso sempre in atto che indaga visivamente l’ambito esistenziale nel tentativo di raggiungere una visione consapevole di sè , e insieme una acutezza della percezione dei luoghi ed oggetti dell’esperienza del quotidiano .
Ha esposto a Venezia, Mestre, Roma, Milano, Torino, Arles, Monaco. Fa parte dell’associazione fotografica al femminile Fotosintesi, e del Circolo Fotografico La Gondola.

Fausto Meli

Spazio notturno, sguardo notturno, parti di terra interiore osservati come per la prima volta, forse solo immaginati, forse davvero esistenti e visibili solo a chi, come Fausto Meli, ami Perdersi nella notte – titolo della ricerca che questo autore ha iniziato nel 2009. La notte c’insegna infatti adaccettare di “perderci” per accedere a luoghi dove l’aura della natura si preserva. La fotografia diviene allora un esercizio di attesa e di silenzio, un modo per permettere alla realtà di ritrovare una sua magia, un suo linguaggio carico di oscure e inedite sonorità. La notte, nelle sue immagini, diviene luminosa e lunare, a volte squarciata da luci artificiali metafisiche che gettano ombre nette come coltelli affilati. «I fotografi di genio sanno calcolare la durata delle loro istantanee, una durata di rêverie» – scrive Gaston Bachelard. Così le fotografie di Fausto Meli sono attraversate da un’immaginazione quieta, fluttuante, lontane dalla fretta che ci assilla.
(Estratto dal testo critico (*) di Gigliola Foschi)

(*) Testo dal libro “Effetto nottetempo” (collana editoriale I quaderni di Gente di Fotografia)

Dopo la laurea in Ingegneria si occupa per diversi anni di ricerca nel campo della Fotonica. La passione per la fotografia nasce in età giovanile…“Con la fotografia desidero scoprire ogni volta la magia dell’immagine latente, esplorare i momenti di passaggio e fissare sul supporto con stupore quei lievi frammenti di vita celati tra le pieghe del tempo. Immaginare un altro punto di vista indefinito, dove non c’è brusio o assenza ma un nuovo stato in divenire, un tempo e un’energia sospesi per qualcosa che dovrà accadere o materializzarsi… così prediligo un otturatore lento, ma a volte scelgo una sequenza rapida nel tentativo di catturare quello che appare già trascorso”. Partecipa a numerosi workshop fotografici tenuti, tra gli altri, da Ed Kashi, Bruno Stevens, David Alan Harvey e Monika Bulaj. E’ stato selezionato come Proposta MIA al Milan Image Art Fair 2012 e in seguito ha partecipato con la galleria Spaziofarini6 di Milano alle edizioni di MIA Fair 2013, 2015 e 2017. Con la stessa galleria ha inoltre esposto a Fotofever (Parigi) nel 2015, 2016 e 2017. E’ stato finalista con menzione speciale al photo-contest “Abitare il silenzio” (2012) e finalista al premio Fotografia Europea 2015 – circuito off.

Suoi lavori fotografici sono stati pubblicati e recensiti su riviste di settore come “Gente di Fotografia” e “Fotologie”. Il suo libro Effetto nottetempo è pubblicato da “I Quaderni di Gente di Fotografia” (2017). Tra le mostre personali recenti si segnalano:Effetto nottetempo, galleria Biffi Arte, Piacenza (2017); Viaggiare, EPS Factory, Bologna (2016); Reflexion, Fotografia Europea 2015 –‐ Circuito Off, Reggio Emilia; [Still] life, Photofestival 2015, galleria Spaziofarini6, Milano; Tra le mostre collettive: Cibo&cibo, Photofestival 2015, Centro culturale Cascina Grande di Rozzano, Milano; Fragmentary thought, galleria InArte Werkkunst, Berlin (2015).

Angelo Tassitano

Angelo Tassitano - MiranoFotografia 2018

Un vecchio apparecchio a sviluppo immediato grande formato.
Alcuni pacchi di pellicola bianco e nero polaroid, scaduta.
Un secchiello con una soluzione di sodio solfito per trattare i negativi.
Torno a Cuba intenzionato a fotografare gli incontri casuali, cercando di registrare quegli sguardi così legati ad un’idea di amicizia libera che mi era già capitato di sfiorare altre volte.
L’estrema lentezza che la tecnica di ripresa richiede, consente di far partecipare attivamente i soggetti alla realizzazione delle immagini di cui diventano anche autori.
Mi interessano soprattutto i contatti con le persone dell’entroterra fieri del proprio ruolo, che qualcun altro ha previsto per loro, e così fatalisti.
L’Isla si sta affacciando sulla soglia di una una nuova epoca, tuttavia rimane l’impressione che negli aspetti più profondi essa rimanga fedele alla sua identità classica: l’esempio di un’umanità vera, che con la sua precarietà e i suoi limiti ti guarda dritta negli occhi.
Al termine di un nuovo viaggio, in questa terra, fatto di incontri, confidenze, promesse, fotografie regalate per la strada, ti senti di aver incrociato una serie infinita di sguardi e di vite, tutte degne di essere raccontate.

Nato a Venezia nel 1967, sperimenta la fotografia dalla ripresa alla stampa finale in camera oscura, cercando di dare espressione all’emozione degli “incontri” possibili nella quotidianità e interrogandosi sull’origine delle proprie radici. Amico e allievo di Walter Rosenblum e di Giovanni Umicini, grandi interpreti della fotografia sociale, ha esposto in mostre personali e partecipato a rassegne internazionali, pubblicando alcuni libri con il gruppo Mignon del quale è stato membro per diversi anni. Le sue immagini sono presenti in collezioni pubbliche e private.

Fabrizio Brugnaro e Caterina Codato

Sezione Pause di Scrittura a cura di Fausto Raschiatore

Itaca è un progetto visivo di contaminazione, è il viaggio immaginato, raccontato con due linguaggi lontani ma anche così vicini, materici, un diario per immagini, come sassolini lasciati lungo il sentiero ad evocare momenti, emozioni sopite dal tempo.Attimi della propria esistenza per suscitare una emozione, forse una riflessione, una condivisione di paesaggi che non diventano verità assolute ma esclusivamente esperienze personali.Caterina plasma il suo lavoro al torchio ma le sue opere nascono prima quando crea le matrici dalle quali estrae i suoi monotipi a secco, Fabrizio dona materia alle sue immagini trasferendo i pigmenti sulla carta.In questo lavoro a quattro mani gli autori usano la stessa materia quasi a cercare il filo che gli unisce fino ad arrivare alla contaminazione dove i due lavori si fondono in uno stesso foglio, nei fogli, nel libro che finisce per essere il manifesto della ricerca.Il lavoro “itaca” è composto da 16 monotipi a secco e sedici trasferimenti di immagine, il libro d’artista che fonde i due portfolio è composto da 12 pagine, in una unica edizione di 4 copie.“Itaca” è nato negli studi di Venezia, Treviso e Scuola Internazionale di Grafica di Venezia 2016-2017